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Approvato in via definitiva il DDL Anticorruzione

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È stato recentemente approvato in via definitiva il Disegno di Legge Anticorruzione. La lotta anticorruzione è un argomento che in tanti hanno cercato di portare avanti e, finalmente spunta un disegno di legge.

Approvazione della legge

Come sappiamo prima di approvare una legge questa deve seguire uno scrupoloso iter. Così è stato anche per il DDL Anticorruzione. Dopo tre mesi di lavoro, il ministero della giustizia ha finalmente presentato il suo disegno di legge. Esso, ricevuta l’approvazione da parte del consiglio dei ministri, è stato approvato alla camera.

Dopo il passaggio al senato, tuttavia è stato necessario correggere un emendamento sul peculato. Il senato ha finalmente approvato in via definitiva il DDL alla terza lettura.

Cosa dice il DDL?

In linea generale il DDL anticorruzione contiene tematiche quali il Daspo a vita per i corrotti e l’introduzione di agenti sotto copertura. Il Daspo è un provvedimento che prevede il divieto per i corrotti di mettere piede in un pubblico ufficio o di contrattare con la pubblica amministrazione.

Inoltre, un emendamento della legge prevede anche il blocco della prescrizione dopo il primo grado in giudizio. Tale emendamento entrerà in vigore nel 2020.

Il novero dei reati per cui scatterà il daspo si amplia, ed essi comprendono: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione propria, induzione indebita, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, concussione, peculato, abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite.

Il daspo previsto è dai 5 ai 7 anni per le condanne sotto i due anni. Mentre, per le condanne superiori ai 2 anni, scatta il daspo a vita.

Per quanto riguarda l’introduzione di agenti sotto copertura, invece, è previsto l’utilizzo di infiltrati dove vi è il sospetto di corruzione, a seguito di esposti o segnalazioni. Questa figura sarà differente dall’agente provocatore, che si pensava di poter utilizzare, ma che, invece, è risultato anticostituzionale, in quanto commetteva l’illecito di istigazione alla corruzione.

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