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Mettersi nei panni dei rifugiati per restare umani

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Siamo tutti uguali, siamo tutti esseri umani.

Eppure è normale per la maggior parte delle persone essere inermi e incuranti dei problemi altrui.

C’è chi nemmeno si limita a stare comodo sulla propria poltrona, ma lotta verbalmente per incitare ad ostacolare i soccorsi, mentre in mare uomini e donne lottano per la sopravvivenza.

Parliamo ovviamente del problema relativo e rifugiati e migranti.

In quelle situazioni non ci sono abbastanza viveri, non ci sono abbastanza coperte.

Il vento sferza e le acque del Mediterraneo sono fredde, nelle notti invernali.

I porti d’Italia e d’Europa restano chiusi e le ONG attendono una risposta dai governi.

Nessuno offre aiuto e intanto il Mediterraneo si prende altre vittime.

L’umanità continua a contare i propri morti.

Una maglietta rossa per i rifugiati

Da diversi mesi a questa parte una semplice maglietta rossa è divenuta il simbolo della lotta contro il governo che contrasta le ONG nelle operazioni di soccorso, contro chi quei porti li tiene sbarrati e da riva non si cura delle persone che dal mare non usciranno più.

Il colore rosso è divenuto il simbolo dei bambini morti nel Mediterraneo.

Il senso simbolico di questa iniziativa è quello di ricordare al mondo che c’è chi non vuole restare fermo a guardare, ovvero chi vuole restare umano.

L’Italia, da sempre un paese accogliente, in questo periodo storico sembra essere una nazione distaccata totalmente dal mondo degli altri.

Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”.

Mentre l’Europa e l’Italia ancora discutono sul problema dell’immigrazione, la gente continua a morire in mare.

Di rosso sono vestiti i migranti, vestiti della speranza che quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Questo è infatti un espediente per aiutare l’individuazione in mezzo al mare in caso di naufragio.

Di rosso era vestito il piccolo Alan, morto a tre anni cercando di arrivare in Europa, divenuto inconsciamente il simbolo che ha scosso ed indignato il mondo.

Di rosso erano vestiti moltissimi altri bambini annegati nel corso delle varie traversate, così come le loro madri.

Così è partito un movimento nel quale di rosso si vestono anche quelli che non possono più restare fermi a guardare.

Dobbiamo lottare per costruire un mondo giusto, un mondo uguale per tutti. E ricordare che anche i morti del Mediterraneo erano figli dell’umanità.

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