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Investire in istruzione per intervenire sul territorio: l’esempio del Sulcis-Iglesiente

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Studenti con Notebook.
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In questo articolo si discute della scelta dell’Ateneo cagliaritano di attivare corsi di studio universitari nel Sulcis e, più precisamente a Carbonia, allo scopo di garantire maggiore inclusione e incrementare il livello di capitale umano.

Postazione PC Università Carbonia.

La dotazione per gli studenti di Carbonia consta di 50 postazioni pc in totale.

Gli studenti del Sulcis-Iglesiente potranno infatti accedere a cinque nuovi corsi di laurea online, che daranno loro la possibilità di studiare e formarsi da casa, senza dover sostenere ulteriori spese relative a trasferimenti o ai costi sostenuti per i mezzi di trasporto per raggiungere l’università.

Sono 50 le postazioni totali attraverso cui gli studenti potranno intraprendere il loro percorso universitario dal secondo semestre dell’anno accademico 2018/2019 (l’inizio è quindi prossimo al momento della pubblicazione dell’articolo).

I corsi avviati in modalità telematica e ‘remoteless‘ riguardano i corsi di laurea triennale in:

  • Scienze della comunicazione;
  • Amministrazione e organizzazione;
  • Beni culturali;
  • Economia e gestione aziendale;
  • Ingegneria elettronica, elettrica e informatica.

Mentre il corso di Scienze della comunicazione verrà erogato in modalità e-learning, i restanti quattro si avvarranno di una modalità mista, di ‘blanded learning‘ che prevede anche delle lezioni frontali oltre all’e-learning.

Nei piani vi è però la volontà di incrementare e diversificare ulteriormente l’offerta di corsi messi a disposizione del pubblico.

A questo si aggiungono ulteriori postazioni per tutor, servizio di segreteria, biblioteca e orientamento, così che chiunque fosse interessato ad intraprendere la carriera universitaria abbia tutte le informazioni e il supporto del caso.

La sede dell’ex provincia di Carbonia-Iglesias in via Fertilia a Carbonia è stata scelta come luogo di riferimento per mettere a disposizione questo servizio.

Un intervento, quello di cui parliamo, che nasce dalla volontà di investire nel territorio del Sulcis e di venire incontro anche a tutti coloro che potrebbero non avere i mezzi economici per permettersi una formazione universitaria.

Non dimentichiamo che essere studenti pendolari e/o fuori sede può essere decisamente costoso!

Una grande conquista non solo per i ‘giovani’, ma anche per coloro che nel corso della loro vita si fossero visti costretti ad abbandonare gli studi e che ora potrebbero avere una nuova opportunità di sviluppo e crescita personale.

Una foto simbolica con alcuni studenti che usano dei computer.

Gli studenti impossibilitati a seguire i corsi a Cagliari, potranno avere accesso a 5 corsi di laurea a Carbonia.

La legge regionale n.40 articolo 5 comma 75 (dell’8/11/2018) ha stanziato un investimento pluriennale (2019 e 2020) pari a 1 milione di euro, cui si aggiungono 40 mila euro circa per le spese della riorganizzazione della sede.

Questa decisione fa parte di una strategia volta a garantire una maggiore inclusione per il territorio del Sulcis-iglesiente.

L’investimento in cultura e istruzione rappresenta lo strumento per incrementare il valore del capitale umano nell’isola, incentivando anche un maggior numero di iscritti (e di laureati) ai corsi universitari.

Questo intervento potrebbe inoltre andare ad arginare, almeno parzialmente, il processo di spopolamento e desertificazione economica che ha coinvolto la Regione e anche il Sulcis-Iglesiente negli ultimi anni.

Il rettore Maria del Zompo ha ribadito come la cultura sia l’unico strumento per crescere e cambiare stato anche dal punto di vista economico.

”Il Sulcis ci sta molto a cuore: è una realtà che ora sta soffrendo, e avvicinarci con una nostra sede è il minimo che potessimo fare. È un luogo è uno spazio in cui anche chi ha difficoltà a studiare potrà essere aiutato. Sarà un piccolo grande avamposto: vogliamo continuare a crescere con l’integrazione con il territorio”.

Questo intervento ci fornisce anche il perfetto esempio di come il progresso tecnologico, ‘responsabile’ dei cambiamenti repentini nel mercato del lavoro e delle nuove figure professionali richieste, possa essere di vitale importanza nell’abbattere costi e barriere geografiche e fisiche.

Fino a qualche decennio fa, sarebbe stato infatti impensabile poter intraprendere un percorso di studio universitario non abitando nel luogo in cui venivano erogati i corsi.

Le premesse sembrano essere incoraggianti, considerato che l’Ateneo cagliaritano ha già espresso la volontà di estendere l’offerta dei corsi universitari, così da venire maggiormente incontro agli studenti e aumentare il livello di inclusione sociale ed economica degli abitanti del Sulcis.

Il messaggio è chiaro, il Sulcis può ripartire dai suoi abitanti, investendo su di loro.

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