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Fare Cinema in Sardegna – Il Progetto del Cineporto

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Portare il Cinema in Sardegna - Immagine rappresentativa di un Cameraman.
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Ti è mai capitato che la scena di un certo film ti entrasse nel cuore insieme agli scenari nei quali è stata girata?

Quando questo avviene si mischiano ricordi e sensazioni, un po’ tuoi e un po’ altrui, che restano fissati nella mente.

Quello che ho descritto avviene soprattutto quando le immagini vengono accompagnate da una buona storia e magari da una musica emozionante in sottofondo.

Di solito c’è un luogo che rimane impresso nella memoria: la location in cui la scena è stata girata.

Bene, se ti è mai successo di pensare che la Sardegna sia un posto che potrebbe ospitare moltissime scene destinate a rimanere nella storia del cinema e nel “cuore” delle persone, la pensiamo allo stesso modo.

Chiariamoci, qualche film è stato girato, pensa ad esempio alla scena chiave nella spiaggia di Budelli per “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni – opera importantissima, la prima a colori del famoso regista.

Foto cult di Monica Vitti nel film Deserto Rosso di Antonioni.

Monica Vitti in “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni (foto tratta da Wikipedia).

Ancora, “La spia che mi amava” (decimo film della saga di 007), la commedia cult (e un po’ trash) “Selvaggi”, “Finalmente la felicità” di Pieraccioni, oltre ovviamente a film d’impronta squisitamente sarda come “Ballo a tre passi” o il capolavoro dei fratelli Taviani “Padre Padrone”.

Tuttavia è sempre mancata una struttura vera e propria che permettesse, con un progetto in crescita, di portare realmente in Sardegna l’industria cinematografica.

Il mio articolo vuole approfondire queste riflessioni, individuare alcuni elementi necessari per riuscire a fare cinema in Sardegna e infine raccontarvi una realtà importante del Sulcis che, se sostenuta adeguatamente, potrebbe fare moltissimo per realizzare questo sogno.

Cosa serve per poter fare cinema in Sardegna?

Ci sono diversi aspetti importanti da realizzare per far sì che la Sardegna possa diventare una meta per il cinema.

Vediamo quali sono quelli davvero fondamentali.

1. Formazione professionale

Formazione Cinema, alcuni ragazzi su un set.

Un primo aspetto chiave riguarda i professionisti del settore.

Certo, molti tecnici, così come gli artisti, vengono appositamente da “fuori” con tutto lo staff che dovrà girare.

Tuttavia è molto importante dare alle produzioni la possibilità di “reclutare” dei professionisti anche nella regione in cui si deve girare.

Questo sia per abbattere i costi, sia per avere un supporto pronto in caso di necessità.

La formazione professionale, in realtà, non riguarda soltanto i lavoratori del set cinematografico.

Ci sono altre figure molto importanti: le persone che aiutano nella ricerca delle location, ad esempio.

Oppure le persone che aiutano con i casting, così come coloro che organizzano le scene “di massa” con numerose comparse (che vanno anche reclutate).

Sono davvero tante le figure che servono in questo settore e non le elencherò tutte, ma spero che il concetto sia passato 😉

2. Promozione del territorio

Una spiaggia della Sardegna vista dall'altro con uno splendido mare turchese.

Sì, perché il mondo è un posto abbastanza grande e con tanti luoghi meravigliosi (per fortuna).

Occorre quindi che un location manager (la figura incaricata di valutare i luoghi in cui girare, ruolo che in Italia spesso è svolto dal regista stesso e dagli addetti alla produzione) un bel giorno scopra la Sardegna e i meravigliosi posti che questa offre.

Scontato parlare del mare, delle spiagge e delle scogliere, ne abbiamo di ogni genere.

Ci sono anche città e paesi che possono essere una possibilità interessante in molte tipologie di film.

Ma non dimentichiamo i monti e le colline, che potrebbero essere delle location perfette per opere molti diverse tra loro, dal fantasy al film romantico.

Ma anche case e altri edifici di assoluto interesse, miniere, sentieri.

La Sardegna ha un vero e proprio patrimonio, soprattutto perché ha le sue peculiarità che la rendono unica e riconoscibile, pur offrendo allo stesso tempo una grande varietà di luoghi.

3. Cultura e accoglienza

Una persona aiuta un'altra a scalare una montagna - immagine simbolica.

Questo punto andava inserito, perché per ospitare una produzione cinematografica bisogna avere una cultura favorevole e bisogna essere disposti all’accoglienza.

Serve organizzazione, ospitalità ma anche prospettiva: entrare ad esempio nell’ottica che una certa strada, edificio o altro potrebbero venir chiusi per girare delle scene.

Può essere richiesto il silenzio in aree anche vaste e bisogna interagire con i lavoratori del mondo del cinema facendoli sentire in un posto in cui sono i benvenuti.

L’isola di San Pietro (Carloforte) può essere d’esempio a tutta la Sardegna in questo, perché ha accolto con enorme ospitalità il cast e la troupe dell’Isola di Pietro, la nota produzione Mediaset.

Questo ha permesso di ottenere non soltanto dei bei rapporti a livello umano, ma anche del valore effettivo dal punto di vista del marketing.

I lavoratori del cinema, compreso Gianni Morandi, hanno condiviso sui Social per mesi l’esperienza a stretto contatto con gli abitanti dell’isola, con uno spirito di grande unione.

Per molti Carloforte è diventata una vera e propria seconda casa e dopo la prima stagione ne è arrivata subito un’altra (e ne arriveranno altre ancora).

L’isola ha avuto modo di manifestare tutta la propria bellezza sia come territorio, sia come accoglienza della gente del posto.

4. Avere attrezzature adeguate

Un tavolo pieno di attrezzature professionali per fare cinema.

Anche questo è un elemento importante.

Così come può essere troppo dispendioso e problematico doversi portare tutto lo staff da lontano e non avere nemmeno possibilità di rimpiazzo, lo stesso vale per le attrezzature.

Serve avere sul territorio macchine, microfoni, filtri, carrelli e dolly, luci, materiali e tutto il necessario per permettere ai professionisti del Cinema di lavorare in tutta tranquillità e fronteggiare eventuali imprevisti.

Così come servono alberghi o altre soluzioni adeguate per ospitare le troupe.

5. Avere strutture adeguate

Una stretta di mano tra professionisti per rappresentare la consulenza.

Per struttura intendo sia dei luoghi adatti per lavorare a livello cinematografico (studi, etc), sia le strutture organizzative, così come gli strumenti necessari a queste ultime per lavorare bene.

Servono esperti in grado di dare consigli legati al territorio e anche supportare logisticamente i professionisti del cinema, ad esempio accompagnandoli nei luoghi più impervi e sconosciuti ma carichi di bellezza.

La consulenza potrebbe e dovrebbe essere legata a tematiche specificamente cinematografiche, quindi non parliamo di esperti “qualsiasi” del territorio, ma esperti in cinema e profondi conoscitori dei luoghi della Sardegna così come delle tradizioni.

Un altro compito di queste figure riguarda i suggerimenti su dove trovare i professionisti locali, sia tecnici che artistici. Come potrebbe saperlo un produttore arrivato da fuori?

O ancora, offrire il supporto per ottenere i permessi necessari, mettendo in contatto i responsabili del film con l’amministrazione locale.

Un’organizzazione di questo tipo è molto utile e importante.

6. Fare Rete

Persone che fanno rete.

Questo elemento può sembrare una cosa di poco conto, ma nei fatti è ciò che sostiene tutto il resto.

Fare rete significa diverse cose e porta risultati concreti.

I proprietari delle strutture adatte a fare cinema devono ad esempio interfacciarsi tra loro e con la politica, così come comunicare con i responsabili del marketing territoriale.

Questo perché è importante far sapere che sono disponibili certi edifici e/o terreni che potrebbero essere interessanti per girare un film o anche la puntata di una serie tv.

Per le produzioni cinematografiche deve risultare facile scoprire luoghi potenzialmente utilizzabili.

Inoltre, se un produttore lo desidera, deve avere la possibilità di rivolgersi in modo rapido al contatto incaricato alle trattative per l’affitto.

A un livello più semplice, diciamo che il collaborare vicendevolmente porta il territorio a poter offrire più cose e promuoverle al meglio.

Bisogna mettere da parte il desiderio di imporsi sugli altri ed entrare in un’ottica collaborativa (e questo non vale solo per ospitare i set, ma per molte altre cose legate allo sviluppo e al turismo!).

Questo punto ovviamente rende più chiara anche l’importanza della struttura organizzativa di cui ho parlato poco sopra.

Fare rete risulta astratto se nessuno “dirige” queste meccaniche in qualche modo, questi ultimi punti sono quindi decisamente complementari.

Dal sogno alla realtà: parliamo del Cineporto

Il Cineporto è una realtà estremamente interessante che sta lavorando, già da qualche tempo e a pieno regime, a molti dei punti chiave che ho delineato sopra.

Si tratta di un progetto fortemente legato alla Fabbrica del Cinema, la stessa struttura che ha ideato e che organizza puntualmente il Carbonia Film Festival, di cui se siete appassionati di cinema avrete di sicuro sentito parlare.

Se per qualsiasi motivo non conoscete il Carbonia Film Festival andate a cercarlo, perché si tratta di uno dei pochi eventi della Sardegna di rilievo nazionale e con ospiti internazionali.

Fabbrica del Cinema e Cineporto – Di cosa si stratta

La Fabbrica del Cinema è nata mettendo insieme alcune forze che già lavoravano per la cultura e in particolare quella cinematografica nel Sud Sardegna.

Alcune finalità che hanno dato vita al progetto riguardavano la conservazione della memoria storica audio-visiva, la ricerca e la raccolta di nuovi materiali e la creazione di nuova memoria nella realizzazione di prodotti audiovisivi che raccontassero il territorio.

Questo è stato un punto di partenza importante dal quale poi sono emerse moltissime cose di assoluto rilievo.

La nascita del Cineporto

Il Cineporto è di fatto uno spazio e un progetto della Fabbrica del Cinema deputato a ospitare mostre, rassegne, eventi culturali, convention, casting per il cinema e la televisione, così come attività didattiche in ambito cinematografico.

Questa lista di “compiti” di un Cineporto può essere tratta direttamente dalla Legge Finanziaria.

Immagine per sondaggio Cineporto.

È infatti un progetto che ha potuto vedere la luce dal 2017 grazie ai fondi dell’Assessorato ai beni Culturali che ha investito sulle politiche cineportuali.

Specifichiamo, il progetto era già esistente e in qualche modo implicito, ma non era scontata la sua concretizzazione e il suo sviluppo, soprattutto in tempi così rapidi.

Questo è stato possibile grazie ad alcune politiche positive per la cultura portate avanti dalla Regione Sardegna e ovviamente per l’impegno dei responsabili (occorre qui citare l’enorme lavoro fatto ad esempio da Paolo Serra e dal suo Staff).

Gli obiettivi del Cineporto

Il Cineporto oggi ha fondamentalmente tre obiettivi principali: produrre opere audiovisive, fare formazione legata al mondo del cinema, promuovere la cultura audiovisiva.

Tutti questi aspetti sono già stati portati avanti con iniziative che hanno prodotto risultati di valore e adesioni.

Una fotografia scattata durante una Masterclass del Cineporto

Una fotografia scattata durante una Masterclass del Cineporto (ph.-Fabio-Dongu).

In particolare va evidenziato lo sforzo e il contributo dato al territorio per quanto riguarda la formazione.

Sono stati organizzati numerosi corsi e laboratori, con docenti esperti che hanno dato ai partecipanti tante informazioni e insegnamenti di valore.

In molti casi gli “studenti” hanno potuto testare il passaggio dalla teoria alla pratica grazie ad alcuni set reali che sono stati fatti.

Ci tengo a precisarlo: non ci si è fermati alle solite esercitazioni pratiche che si fanno durante i corsi.

Si è lavorato per davvero e in svariati modi.

Dove c’è stata la possibilità di collegare le iniziative per dare ancora più senso ai percorsi, lo si è fatto.

Mi viene in mente la giuria dei giovani all’interno del Carbonia Film Festival o i workshop organizzati con i registi professionisti di fama nazionale e internazionale che sono stati ospiti del Festival.

Gli eventi sono stati di spessore e nemmeno pochi.

Dunque è stato fatto un grande lavoro anche a livello di promozione della cultura e del territorio stesso.

Qui puoi trovare un lungo approfondimento sul Cineporto, clicca sul link per leggerlo:

Articolo di approfondimento sul Cineporto

Nel frattempo ti chiediamo di dedicare pochi minuti del tuo tempo al sondaggio che stiamo facendo per raccogliere riflessioni e spunti che saranno utili agli operatori del Cineporto per migliorare e indirizzare il lavoro che stanno svolgendo.

Lo trovi a questo link:

Clicca qui per il Sondaggio

Se vorrai darci una mano per capire come far sviluppare questo importante progetto ti saremo molto grati, è un sondaggio che davvero richiede pochi minuti per essere fatto!

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