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Volontariato culturale: cos’è e perché è importante per tutti

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Sono circa 800.000 i volontari che difendono il nostro patrimonio culturale. 800.000 persone che presidiano musei, chiese, edifici storici, siti archeologici, biblioteche, parchi naturali, beni artistici e riserve. 800.000 volontari che ogni giorno lavorano per proteggere, salvaguardare e diffondere la cultura italiana.

Diamo qualche numero

Secondo un rapporto dell’ISTAT del 2018, in Italia, il 56,6% dei volontari si occupa del settore cultura, sport e ricreazione. Si contano, infatti, ben 67 volontari per ogni dipendente delle associazioni. Il censimento delle istituzioni no-profit, infatti, registra 5.528.760 volontari sparsi su tutto il territorio italiano.

Di questi 3.128.701 prestano servizio nel settore della cultura, sport e ricreazione. I dipendenti, invece, sono solamente il 5,9% del totale delle organizzazioni. Così mentre a livello generale ogni dipendente delle associazioni no-profit ha circa sette volontari, quelli del settore culturale ne hanno ben 67.

Di cosa si occupa il volontariato culturale

I volontari che prestano servizio nel settore della cultura si occupano principalmente di tre funzioni:

  • Educare i cittadini alla solidarietà e ad una partecipazione responsabile attiva;
  • Contribuire al miglioramento dei servizi offerti;
  • Tutelare i beni culturali abbandonati o trascurati dalle Amministrazioni Pubbliche responsabili.

Per quanto riguarda l’offerta dei servizi il ruolo del volontario non è quello di surclassare il personale o di colmarne il deficit, ma quello di aggiungere ulteriori servizi a quelli già esistenti.

Così facendo si vuole avvicinare tutti alla cultura. Si forniscono, ad esempio, servizi gratuiti, in sostituzione di quelli a pagamento. O si svolgono speciali tour, per garantire l’accesso a persone non vedenti o ipo-vedenti.

Per capire di cosa si tratta possiamo citare l’esempio delle giornate di primavera del FAI (fondo italiano per l’ambiente). Nell’edizione del 2015 sono riusciti  ad aprire al pubblico 780 beni e luoghi d’Italia, dove è normalmente negato l’accesso, grazie all’impiego di sette mila volontari e 25 mila apprendisti ciceroni.

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