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Cammino di Santa Barbara – Cos’è, come farlo e perché è importante per la Sardegna

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Zainetto, mappa, cappello e scarpe da trekking.
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Scarpe comode, zaino in spalla, un po’ di sano spirito d’avventura e un nastrino blu: alla (ri)-scoperta del Sulcis-Iglesiente-Guspinese attraverso natura, storia, cultura e fede. Conosciamo meglio il Cammino Minerario di Santa Barbara (CMSB).

Una nuova forma di turismo

Coniugare arte, architettura industriale e devozione religiosa, avvalendosi di paesaggi mozzafiato e percorsi naturalistici che nulla hanno da invidiare agli altri più noti Cammini d’Italia: è questo l’obiettivo della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

Un progetto che si sta guadagnando di diritto un ruolo importante nello scenario turistico nazionale. Ma che più recentemente sta facendo capolino a livello internazionale, anche grazie alla partecipazione del giovane pianista coreano Junhee Kim che proprio recentemente ha intrapreso il suo personale viaggio a piedi nell’isola sarda.

Una foto dei passi del pellegrino circondati dalle foglie autunnali lungo il Cammino di Santa Barbara

I passi lenti del pellegrino lungo il Cammino.

Si tratta di un progetto inquadrabile nel fenomeno del cosiddetto turismo lento (“Slow tourism” per i più anglofoni), un nuovo modo di vivere la scoperta del territorio valorizzando il tempo, la sostenibilità e l’autenticità delle esperienze vissute al di là dei meccanismi turistici di massa.

Un’esperienza a tutto tondo del visitatore che si vuol sentire parte integrante della comunità che lo ospita, entrare in contatto coi luoghi e con le persone. Un modo per portarsi a casa un bagaglio di emozioni da ricordare per sempre. A un ritmo lento, appunto, per comprendere e vivere la scoperta nel modo più rispettoso e sincero possibile.

Una panoramica sul Cammino

Lungo un percorso che si snoda attraverso 386 chilometri e 24 tappe ufficiali, abbiamo la possibilità di rivivere insieme parte della storia dell’Isola. Percorribile a piedi, ma anche a cavallo o in bicicletta attraverso vie alternative (407 chilometri), il Cammino ci offre alcuni dei segreti del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, patrimonio UNESCO dal 1998.

Si procede su sentierimulattierestradine campestri e strade carrabili sterrate che costituiscono gran parte del percorso, tranne che per alcuni brevi tratti urbani o extraurbani asfaltati.

Ma non dobbiamo certo essere dei provetti trekkers o esperti cicloamatori per poter vivere quest’esperienza. Ogni pellegrino può decidere quali tappe visitare in base ai propri interessi e alle proprie capacità.

A un ritmo di circa 3 chilometri all’ora e dislivelli che solo in limitati tratti risultano impegnativi, il Cammino costituisce una straordinaria occasione di scoperta del turismo sostenibile.

A cavallo o in mountain bike, ma anche il picnic della domenica

Un sentiero di campagna con le impronte degli zoccoli dei cavalli appena passati lungo il Cammino di Santa Barbara.

Una stradina percorribile a cavallo lungo il Cammino di Santa Barbara.

Completano l’offerta l’ippovia e la prossima presentazione del progetto della Ciclovia che avrà luogo il 18 Febbraio 2019 e che si avvale del contributo del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (CIREM) e del Centro Regionale di Programmazione (CRP). Inserito nel Progetto della Rete Cicloviaria della Sardegna, fortemente voluto dalla Regione Sardegna, il percorso tematico del Cammino è una valida risposta alla sempre maggiore presenza di appassionati di cicloturismo.

Ogni tappa del percorso ha una lunghezza diversa molto variabile. Alcune sono brevissime e sono state progettate soprattutto per chi desidera soffermarsi maggiormente sui punti d’interesse storico-culturali.

Perfette quindi per il Pellegrino occasionale che progetta un’escursione della domenica in compagnia della famiglia o con gli amici. Anche i bambini possono percorrere alcuni tratti più semplici del Cammino e conoscere la Storia del territorio con un po’ di sano spirito d’avventura.

Anche chi desidera immergersi nella natura e godere appieno delle bellezze paesaggistiche del Sulcis non resterà deluso.

Il Cammino ha la straordinaria capacità di accontentare le diverse esigenze di un pubblico variegato, in un perfetto connubio di cultura e natura. A costo quasi zero. Insomma, cosa potremmo desiderare di più?

Scopriamo insieme questo interessante progetto e come viverlo al meglio, ma anche come il Cammino può contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio del Sud Sardegna.

Un po’ di storia

Il Cammino Minerario di Santa Barbara è il frutto di un progetto ambizioso che nasce dall’idea di valorizzare un territorio testimone di millenni di storia, ma anche di recente abbandono. Lo sviluppo del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e la volontà di tramandare la memoria della cultura mineraria sono così l’occasione per contribuire alla nascita di un turismo nuovo.

Uno dei ponti di ferro di architettura industriale che i volontari hanno strappato alle erbacce lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Un ponte di ferro riportato alla luce dalle bonifiche dei volontari.

Uno sguardo al futuro per i giovani, senza dimenticare le solide radici su cui si fonda la comunità locale. Passando per un ricchissimo patrimonio archeologico che vanta numerosi siti d’interesse unici al mondo.

Tra i firmatari del Progetto, oltre alle Province di Carbonia-Iglesias e del Medio-Campidano, la Diocesi di Iglesias e di Ales-Terralba, i numerosi (ed in continuo aumento) Comuni del territorio, il Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna e l’ANCI Sardegna, un ruolo importante spetta ai volontari dell’Associazione Pozzo Sella.

Dalla visione comune e dall’impegno costante dei Firmatari e dei numerosi volontari che ogni giorno contribuiscono alla riuscita del Progetto, nasce la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

Una prospettiva di sviluppo in cui ha creduto anche l’Amministrazione Regionale, la quale ha stanziato la cospicua cifra di un milione e mezzo di euro in favore della Fondazione per il triennio 2019-2021 mediante l’emendamento alla legge di stabilità 2019.

Un ottimo investimento vista l’importanza di una simile iniziativa. Con uno sguardo al futuro, alla ricerca di nuove possibilità per un rilancio moderno dell’economia turistica in Sardegna.

Con la speranza che la Politica continui a sostenere il Cammino di Santa Barbara.

Una foto della collina del Nuraghe Sirai scattata durante una tappa del Cammino di Santa Barbara.

Una foto scattata durante il Cammino di Santa Barbara presso il Nuraghe Sirai.

Cosa ci offre il Cammino

Il percorso ufficiale è contraddistinto dalla presenza di cippiadesivi cartelli in alluminio che guidano il pellegrino/escursionista con sicurezza lungo la strada. Una torre azzurra bordata d’oro è il simbolo ufficiale della Fondazione che contraddistingue i luoghi del Cammino. In alcuni tratti, ancora oggetto di manutenzione da parte dei numerosi volontari, sono presenti deviazioni provvisorie e ben segnalate attraverso sentieri alternativi e sicuri.

Il lavoro di recupero dei percorsi, la loro messa in sicurezza e lo studio delle risorse messe a disposizione sono merito del costante impegno dei volontari, che col loro straordinario contributo si impegnano affinché il Cammino sia percorribile tutto l’anno.

Lungo ogni tappa sono presenti numerosi luoghi d’interesse consultabili nel sito della Fondazione (https://www.camminominerariodisantabarbara.org) o nella Guida Ufficiale (Pinna, G.  2017 – “Il Cammino Minerario di Santa Barbara”, Terre di mezzo Editore).

Una foto di un sentiero particolarmente evocativo durante la tappa da Carbonia a Nuraxi Figus del Cammino di Santa Barbara.

Un sentiero campestre lungo il percorso verso la tappa di Nuraxi Figus.

Possiamo così decidere se immergerci nella storia industriale e mineraria, nell’archeologia o nella cultura del territorio, mentre godiamo della straordinaria bellezza dei paesaggi e delle formazioni geologiche che la natura ci offre.

Presenza costante, ma discreta, il Culto di Santa Barbara, patrona e protettrice dei minatori. Tante e ben segnalate le Chiese a Lei dedicate lungo le diverse tappe.

Nel percorso sono presenti anche servizi di sostegno al Pellegrino. Numerose e in via di definizione le proposte di accordi e convenzioni con strutture di accoglienza territoriali, allo scopo di fornire agevolazioni per ristorazione, pernottamento e visite ai musei.

I documenti di viaggio e i Timbri

Come in ogni Cammino che si rispetti, anche il Cammino Minerario di Santa Barbara ha la sua Credenziale, una carta d’identità del Pellegrino che lo contraddistingue e identifica nel suo percorso.

La Credenziale viene rilasciata dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e presenta lo spazio per i Timbri che vengono apposti al termine delle diverse tappe. Un passaporto, ma anche l’occasione per conservare i preziosi ricordi di questa straordinaria avventura.

trekkers che riusciranno a calpestare 100 chilometri di sentieri lungo il Cammino potranno richiedere anche il Testimonium, la pergamena che racchiude lo spirito di quest’esperienza. La placchetta con la Torre, simbolo della Fondazione, spetta invece di diritto agli arditi che porteranno tutti i 24 Timbri sulla Credenziale al termine del Cammino. 

Per info e contatti

Potete restare aggiornati sulle ultime novità alla pagina Facebook ufficiale, ottenere maggiori informazioni sul progetto e richiedere la vostra Credenziale del Pellegrino sul sito (al costo di 2 euro più le spese di spedizione). Potete farlo anche direttamente presso la sede della Fondazione (in Via Cattaneo 70, 09016 Iglesias SU) oppure nelle strutture delegate dislocate lungo il Cammino (si può consultare l’elenco sul sito web o richiederlo via email).

Non ci resta che augurarvi Buon Cammino. Naturalmente lungo i sentieri minerari del Sulcis.

Comments (2)

  • ANTONIO BOVO

    10 Febbraio 2019 - 11:21

    Bellissimo cammino fatto ottobre 2017 e che vorrei rifare prossimo mese di maggio

    Rispondi
  • Alessandra Viola

    30 Aprile 2019 - 20:07

    È possibile avere i dislivelli di ogni tappa ? E dove si può pernottare? Grazie

    Rispondi

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