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Il Nuraghe Sirai: a Carbonia un tesoro da valorizzare

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Foto del Nuraghe Sirai a Carbonia.
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A due passi dalla Grande Miniera di Serbariu e dal Sito Archeologico di Monte Sirai sorge, alto e magnifico, un Nuraghe che forse in tanti non conoscono. Ma che merita di certo tutta la nostra attenzione. Scopriamo insieme il Nuraghe Sirai.

Il Nuraghe di Carbonia: dove trovarlo

All’ingresso della giovane Città del Carbone possiamo ammirare una costruzione di pietra che fa capolino tra bellissimi ulivi, sulla cima di una collinetta circondata dal verde.

Per poterla raggiungere dobbiamo percorrere la SS126 nel tratto interno (Via Nazionale, Carbonia) e accedere alla Zona PIP in Località Sirai, seguendo le indicazioni con cartellonistica che ci guidano al sito archeologico.

Compreso nel Sistema Museale di Carbonia, il Nuraghe Sirai fa parte del Parco Archeologico di Monte Sirai.

Ma cosa sono i Nuraghi e come sono fatti? E chi sono i Nuragici?

Rispondere a queste domande è difficile e dovremmo rivolgerci agli esperti studiosi di Epoca Nuragica. Tuttavia, anche per capire l’importanza del Nuraghe Sirai, spendiamo giusto due parole sui Nuraghi e su come sono fatti.

In Nuraghe Succoronis a Macomer è un esempio di Nuraghe monotorre classico.

Un esempio di Nuraghe in Sardegna (Nuraghe Succoronis – Macomer).

Possiamo dire con certezza che ogni Nuraghe in Sardegna è diverso dagli altri e probabilmente ognuno aveva una o più funzioni caratteristiche.

I Nuraghes sono sicuramente il simbolo per eccellenza dell’antica e forte Civiltà Nuragica che abitò la Sardegna tra il 1.800 a.C. e il 200 d.C. Questi enormi mucchi di pietre sono un esempio di maestria nella costruzione “a secco” e variano per forma, dimensioni, ma anche uso.

Se siete interessati a scoprire qualcosa di più, leggete il nostro interessante articolo sui Nuraghi in Sardegna. Per i più appassionati suggeriamo un tour dell’Isola alla scoperta dei Nuraghi e delle loro peculiarità!

E i Nuragici? Esperti costruttori, abilissimi e rinomati guerrieri, commercianti, artigiani della pietra e dei metalli, ceramisti, contadini, ma anche suonatori di quelle che sembrerebbero le antenate delle launeddas.

Sugli antichi abitanti dei Nuraghes e su queste enormi costruzioni sono stati scritti tanti libri e ancora non possiamo certo dire di aver scoperto tutto!

Il motivo per cui il Nuraghe Sirai e il suo sito archeologico sono così importanti è che si tratta di un luogo completamente diverso da tutti gli altri. Vediamo insieme com’è fatto e quali sono queste particolarità.

Il Nuraghe dentro una Fortezza: un posto unico nel suo genere

Foto del Nuraghe di Sirai visto frontalmente, dal basso.

Una prospettiva del Nuraghe Sirai visto all’arrivo dell’area.

Sulla cima del piccolo colle sorge il Nuraghe vero e proprio, alto e fiero con le sue pareti di pietra. Ma tutto intorno è circondato da un variegato Villaggio Nuragico, cinto da terrapieni e mura fortificate spesse ben 6 metri.

Si accede al Villaggio tramite un varco, una Porta pedonale che probabilmente era sorvegliata da guerrieri armati e che ci fa subito capire l’importanza di questo sito.

All’interno di questo Villaggio Nuragico veniamo catapultati in un luogo che appariva vivo e fervente di attività. E questo soprattutto grazie allo straordinario stato di conservazione di questi posti.

segreti da visitare assolutamente

L’Officina del vetro che si trova nel cuore del Villaggio del Nuraghe Sirai è in assoluto la più antica rinvenuta in Sardegna. Le Guide ci spiegano nel dettaglio le varie fasi della produzione, ancora ben intuibili per la conservazione delle postazioni di ogni specifica mansione.

Ma anche l’Area Sacra e il laboratorio di lavorazione dei pellami ci proiettano in un posto vivo e vissuto. Possiamo davvero immaginare i laboratori artigiani, e un viavai rumoroso di persone che commerciavano e creavano le meraviglie dell’epoca.

Anche la Fortezza Muraria che circonda il Villaggio racchiude nello spessore delle sue mura degli ambienti unici. Come un ampio magazzino e una fornace per la lavorazione della ceramica, che fin da allora rappresentava una delle maggiori abilità degli abitanti dell’Isola.

Al di fuori delle mura si può osservare una straordinaria rete di canalizzazioni scavate nella pietra, parte di un complesso sistema di recupero delle acque piovane reflue. Questa rappresenta, a detta degli esperti, un’ulteriore testimonianza delle capacità tecnologiche degli abitanti del luogo.

Il Nuraghe Sirai che sovrasta il Villaggio è imponente, ma ancora tutto da scoprire. Protetto dalle Mura è un vero e proprio gigante.

Ha una forma polilobata e si pensa che fosse costituito da almeno cinque torri. Sono presenti aree terrazzate e delle aperture probabilmente necessarie per l’accesso tramite scale.

La copertura, mancante, è ancora oggetto di ipotesi da parte degli studiosi, così come per molti nuraghi in Sardegna.

Quanto detto sulle caratteristiche di queste costruzioni ci basterebbe per decidere di fare una bella gita fuoriporta a Carbonia e organizzare una visita guidata ai Siti Archeologici che ci offre.

Ma non abbiamo ancora finito

Uno straordinario esempio di multiculturalismo e convivenza

Il Nuraghe Sirai infatti è un posto unico nel suo genere in Sardegna perché è la testimonianza storica di un periodo di florida convivenza e di collaborazione inter-culturale che risale all’VIII secolo a.C.

Infatti in quest’area, che rappresentava un fondamentale centro commerciale e industriale sulla strada per Sulky (Sant’Antioco, all’epoca il più importante porto della zona), vivevano e lavoravano fianco a fianco i Nuragici e i Fenici. Due popoli profondamente diversi.

Sono numerose le prove di questa pacifica coesistenza. Per esempio gli elementi architettonici, come le mura di tipo orientale e gli isolati artigiani che acquisiscono forme nuove, molto diverse da quelle nuragiche tradizionali.

Sono fondamentali conferme anche le influenze culturali, come testimoniano i ritrovamenti di numerosi reperti relativi alla concia e colorazione delle pelli, tecniche di cui erano maestri i fenici.

Abili artigiani nuragici e fenici si scambiavano mestieri e manufatti di pregio, in un Villaggio vivo e ricco. Abitavano insieme l’antico Nuraghe costruito secoli prima, che proteggevano costruendo delle mura di architettura fenicia.

Tutto questo ha sorpreso ed entusiasmato anche gli studiosi di epoca nuragica, perché non esiste nulla di simile in Sardegna.

Convivenza pacifica di due culture diversissime e stato di conservazione dei reperti architettonici e strutturali sono i motivi principali per cui il Nuraghe Sirai merita tutta la nostra attenzione.

È un po’ curioso pensare che già da allora Carbonia – o meglio l’area da cui poi la città sorgerà molti secoli dopo – fosse una Terra di fusione e di convivenza pacifica di culture e tradizioni diverse.

Prima qui vivevano i Nuragici e i fenici che lavoravano insieme nel Villaggio Nuragico di Sirai. Poi i minatori sardi e quelli provenienti da ogni luogo e regione d’Italia, che fianco a fianco scendevano, sporchi di carbone, nelle profondità delle gallerie sottoterra.

Un luogo da valorizzare e da aiutare

Negli anni però questo Sito Archeologico è stato sicuramente poco valorizzato rispetto ad analoghi posti presenti in Sardegna. Purtroppo ha conosciuto anche delle fasi di degrado e di completo abbandono.

Archeologi-volontari-scavi

Una volontaria archeologa al lavoro in uno scavo.

Nel 2012 comincia nella pratica l’iter che ha poi portato allo stanziamento e all’approvazione di indirizzo per i contributi (sessantamila euro di Fondi Provinciali) al Comune di Carbonia.

Questo porterà l’anno dopo, nel 2013, all’approvazione della Convenzione per il Progetto di scavo da parte dell’allora Sindaco Casti e dal Dirigente d’area del settore Cultura della Provincia di Carbonia-Iglesias.

Con alterne vicende, come lo stop ai lavori a causa della scadenza delle convenzioni regionali, si è arrivati alla stipula di convenzione fra il Consorzio del Parco Geominerario, ATI IFRAS e Comune di Carbonia.

Passando anche per uno stanziamento di fondi sostanzioso nel 2015 dalla Fondazione Banco di Sardegna.

Di fatto i lavori sono ripresi anche grazie al contributo economico della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, un fiore all’occhiello del territorio, che ha permesso l’assunzione di nuovi lavoratori. Vi ricordiamo l’importanza della Fondazione e del Cammino in questo nostro articolo.

Lo stato degli scavi

Di certo possiamo solo augurarci che la politica non si dimentichi del Nuraghe Sirai e che si continui a investire sugli scavi e sulla valorizzazione di questo Sito.

Soprattutto alla luce della sua grande importanza non solo da un punto di vista storico e archeologico, ma anche turistico e culturale.

Non possiamo certo ignorare quanto la presenza di simili realtà sia ancora fondamentale per l’indotto economico e turistico anche in altre ben note realtà isolane.

Ricordiamo infatti che la posizione del Nuraghe Sirai, da un punto di vista pratico, è perfetta per un’offerta turistica di tutto riguardo.

Al di là del suo valore specifico, la vicinanza col Parco di Monte Sirai e con la Necropoli Punica di Sant’Antioco, siti di enorme pregio, rendono il Nuraghe Sirai un punto d’interesse su cui investire.

Molto dipenderà dai fondi che si riusciranno a reperire e a come quelli attuali verranno spesi. La Regione Sardegna in questi ultimi anni ha spesso ribadito la sua volontà di promuovere la valorizzazione dei Beni Culturali e Archeologici, come possiamo leggere qui.

Molto è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare.

Le prospettive per il futuro

Per il Nuraghe Sirai l’idea che è stata più volte dichiarata sarebbe innanzitutto quella di portare avanti gli scavi e far riemergere quanto c’è ancora di sepolto sottoterra, per scoprire tutti i segreti di questo posto così straordinario.

Ma non solo: tra i progetti per il futuro, si pensa alla creazione di un vero e proprio Ludoparco Tematico che preveda anche la ricostruzione di alcuni ambienti del sito. Di questo si parlava già con i finanziamenti ottenuti nel 2015 e sarebbe la vera novità per il territorio.

Il progetto comprenderebbe il ripristino del laghetto originario e importanti interventi per migliorare i collegamenti fra il sito del Nuraghe Sirai e il Parco Archeologico di Monte Sirai da percorrere a piedi o in bicicletta. Di questo si starebbe occupando la Fondazione Cammino di Santa Barbara.

La vera innovazione però sarebbe la creazione di un settore sperimentale-didattico con laboratori di archeologia sperimentale che avrebbero l’ambizione di ricostruire un intero settore dell’insediamento.

I laboratori, dallo straordinario valore formativo, servirebbero per realizzare riproduzioni di abitazionibotteghe e laboratori artigiani per la lavorazione di ceramica, metalli e vetro.

In modo da permettere ai visitatori di immergersi nell’ambiente e vivere quei luoghi come probabilmente apparivano all’epoca. E per aiutare gli studiosi a scoprire di più su questa popolazione così…sui generis.

Questo porterebbe alla valorizzazione del Sito archeologico da un punto di vista anche didattico, con la presenza di Guide e ovviamente anche la possibilità di visitare il Nuraghe Sirai più frequentemente.

Informazioni e Contatti: dove rivolgersi

Maps). Una vista satellitare dall'alto del Sito del Nuraghe Sirai nella zona PIP di Carbonia.

La posizione del Nuraghe Sirai vista dal satellite (Google Maps).

Attualmente il Nuraghe Sirai è visitabile su prenotazione con visita guidata, oppure durante manifestazioni culturali periodiche, come le “Domeniche al Nuraghe” che si sono svolte tutte le domeniche dello scorso Ottobre 2018.

Il sito di Monte Sirai è invece servito da visite guidate quasi ogni giorno con alcune variazioni stagionali. Per maggiori informazioni su orari e prezzi consultare il sito.

Per poter visitare il Nuraghe Sirai vi suggeriamo di contattare prima il servizio al pubblico del Sistema Museale di Carbonia per poter concordare una visita guidata.

E – perché no? – organizzare una tappa anche al Parco Archeologico di Monte Sirai. Vi assicuriamo che ne vale davvero la pena!

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